Vai al contenuto

Pia Gobbato, 84 anni: “Io, regina dei tortelli cremaschi nata in provincia di Venezia”

Testata: Il Giorno

Premiata dalla Confraternita, ha fatto della cucina il luogo dove lavorare diventa un’arte: pensare che la prima volta che li ho fatti non avevo capito bene gli ingredienti ed erano immangiabili. Ora sono la sua “punta di diamante”

Pier Giorgio Ruggeri

Crema (Cremona) – È nata a Cerasollo, piccolo paese in provincia di Venezia. Poi si è spostata ad Aviano, dove ha conosciuto il marito, Domenico, che era lì a fare il militare e che abitava a Trezzolasco, frazione di Sergnano. Pia Gobbato, 84 anni, ha fatto della cucina il luogo dove lavorare diventa un’arte, dove i piatti da portare in tavola non sono solo portate ma diventano manicaretti prelibati, dove il piatto principe sono i tortelli cremaschi. Pia Gobbato ha appena preparato 1,200 tortelli in occasione della serata nel suo ristorante di Chieve organizzata dalla Confraternita del tortello che le ha conferito un premio come custode della ricetta segreta. A lei, che è veneziana. “Mia mamma non aveva tempo di cucinare – racconta la signora Pia – Ma io però ero curiosa e quando andavo a casa delle mie amiche spesso andavo a vedere come cucinavano le loro mamme. Lì ho imparato i primi segreti. Poi mi sono trasferita ad Aviano, perché il parroco che era nostro parente. Lì ho conosciuto Domenico e poi sono venuta a Trezzolasco”.

Il primo "esperimento”

Prima di diventare cuoca, Pia Gobbato ha gestito “un distributore di benzina che aveva anche un negozio di alimentari. La svolta è stata a Ombriano. Abbiamo preso in gestione il bar dell’Acli e lì ho cominciato a cucinare per la gente”. Anche i tortelli cremaschi, ma non è stato facile: “Ricordo che la prima volta che li ho visti preparare non avevo colto bene gli ingredienti. Quando sono andata a trovare mia mamma, glieli ho cucinati per farle assaggiare il piatto principe del Cremasco. Però ho sbagliato ingredienti e ho usato gli amaretti dolci: una cosa immangiabile”.

Quei tortelli diventati “la punta di diamante”

Il primo ristorante alle Villette di Crema: “Lì in cucina ho imparato a fare tutto. Anche i tortelli cremaschi nel modo giusto. E con qualche segreto. Poi sono andata al Balurdù e infine ecco il mio ristorante, a Chieve, nel 2015: la Trattoria Gobbato Area 51. Il nome? Deriva dal cartello Area 51, rimuoverlo sarebbe costato parecchio. Quindi lo abbiamo adottato”. Ricorda ancora Pia: “I tortelli sono diventati la mia punta di diamante. Continuo a sfornarli. La settimana scorsa ne ho confezionati ben 1.200 per la Confraternita del tortello: tutti fatti a mano. Finiti, li hanno mangiati tutti. Ora nel ristorante c’è mio figlio Piero, io gli do una mano”.

Allegati